14/7/2020

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La mia storia con il Sanlo – Daniele Tornari

Posted by Ghizzo On giugno - 16 - 2020

Nome e cognome: Daniele Tornari

Ruolo: difensore/centrale difensivo

Soprannome: Junior

Caratteristiche tecniche: marcatore molto attento, dotato di un buon tiro da lontano che ha utilizzato spesso nelle sue sortite difensive, portando alla squadra un buon bottino di gol.

Caratteristiche personali: Dopo il Cigo prende la fascia di capitano votato dalla squadra per il suo carisma, la sua determinazione e la sua grinta. Elemento insostituibile negli equilibri tattici della squadra, persona riflessiva, leale e sincera con tutti, come leggerete nell’intervista.

1.     Quando hai cominciato a giocare con il Sanlo?

Nel 2002

2.     Come hai conosciuto la squadra?

Nel 2001 mio fratello Simone mi ha detto se volevo fare una partitella a calcetto all’oratorio di San Lorenzo per arrivare a 10 giocatori, ho accettato, giocato e alla fine della partitella, negli spogliatoi il Gizzu spudoratamente mi ha chiesto se volessi far parte della squadra. Io, facendo già parte della Pievese (una squadra di calcio), gli ho risposto che non potevo.  Dopo pochi mesi, vista la mia pochezza calcistica e la poca considerazione ricevuta dalla Pievese, ho chiesto a mio fratello se potessi far parte del Sanlo. Ho trovato il mio Eldorado di gruppo e calcistico.

3.     Qual è stata la tua prima impressione sulla squadra?

Tecnicamente non eccelsa (a parte pochi elementi) ma si vedeva da subito che i componenti del gruppo stavano bene insieme e si divertivano giocando a calcio. Grazie a queste caratteristiche e la costanza si è riusciti a sopperire alle lacune tecniche risultando quasi sempre protagonisti fino ad arrivare ad una “traversa” dalla vittoria stagionale.

4.     Che cosa ti manca di più di quella esperienza

Non mi manca nulla, ma non perché non mi sia trovato bene, tutt’altro! Sono sempre stato consapevole che sarebbe stata un’esperienza che sarebbe finita almeno per motivi anagrafici, ma non mi sarei mai aspettato di arrivare dopo quasi 20 anni a vivere in maniera differente il Sanlo. Le vite cambiano, le abitudini cambiano, le emozioni vissute cambiano, il modo di gustare la vita cambia, le priorità cambiano, ma chi può si trova ancora a calciare un pallone, a ridere e scherzare sempre insieme davanti a bruschette, hamburger, coca cola e birra.

5.     Racconta un episodio bello e uno brutto della tua avventura con la squadra

Per il più brutto sarebbe troppo semplice dire la traversa e l’immediato gol subito durante la finale con l’Ilba oppure la retrocessione: quelle sono state delusioni. Ciò che mi viene in mente è durante una partita di coppa CSI al campo del San Francesco (da infortunato facevo i cambi) quando ho detto a Moreno di entrare a pochi minuti dalla fine e solo quando gli avversari avevano fatto il gol del 3-1. Moreno giustamente mi ha detto che non sarebbe entrato e in quel momento mi sono reso conto di averlo ferito e deluso.

Il più bello o per meglio dire il più adrenalinico è stato il gol all’ultimo minuto del Nutz in semifinale contro l’Osteria del Popolo.

6.     Il Sanlo ti è rimasto nel cuore? Perché?

E’ entrato nel mio cuore e sempre ci resterà! Perché mi ha fatto sentire importante, partecipe, impegnato, mi ha fatto vivere emozioni positive e negative, mi ha permesso di condividere tanti momenti con persone piacevoli e mi ha permesso, col tempo, di avere vicino un Amico.

7.     Un pensiero finale per i tuoi compagni di squadra

Anche il vedersi per due tiri al pallone e per il terzo tempo finirà prima o poi ma godiamocelo tutto fino in fondo. Lo spirito Sanlo però potrà continuare se riusciremo a trasmetterlo ai bambini e ai ragazzi che abbiamo vicino noi (figli, nipoti, piccoli calciatori, ecc.). Mi capita di condividere nella mia famiglia episodi miei e nostri: sono motivo di orgoglio e di riflessione per me e di crescita (spero) per Emanuel.

Messaggi come il rispetto che ci siamo guadagnati dagli avversari e dagli arbitri per la nostra educazione e il nostro comportamento, come la felicità per lo stare insieme, come la consapevolezza che la vittoria e la sconfitta sul campo contano molto meno di quelle fuori dal campo, come dire all’arbitro durante una semifinale che ha sbagliato ad annullare il gol avversario, come la democrazia di votare chi si vuole come capitano, come pensare a chi gioca poco ma è sempre il migliore nelle presenze e nell’impegno (Moreno), come ringraziare ed aiutare chi ogni anno ti permette di divertirti dedicando del suo tempo per tesseramenti, iscrizioni, ecc… beh sono semi di Sanlo che possono crescere in creature col l’animo fertile.

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