30/4/2026

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Tutti a Bibione!

Posted by gine On maggio - 12 - 2004

Ogni avventura on the road ha un suo inizio e una sua fine, un momento dove si capisce che tutto sta iniziando e tutto sta finendo. Nella nostra esperienza sulla riviera adriatica l’inizio e la fine coincidono: tutto ebbe inizio e finì al semaforo di Romanengo.
In un viaggio di complessivi 680 km è strano come un paese piccolo, che è a soli 25/30 km da Lodi, abbia segnato tutta la nostra avventura. Di solito Romanengo è solo il nome di un paese che sfila alla sinistra dei finestrini della macchina lungo la strada che porta al casello autostradale di Manerbio.
Un’attesa interminabile – interminabile, per lo meno, per chi come Gine, Moro, Giamma e me non vedeva l’ora di vedere il mare di Bibione – a causa dei lavori in corso sulla strada principale ci capitò al semaforo provvisorio installato in paese per regolamentare il traffico. Solo dopo averlo superato ci sentimmo veramente in viaggio verso i lidi bibionesi.



Venerdì 7 maggio
La squadra si era divisa in tre gruppi: il primo sarebbe partito al mattino, capitanato dal mago Gionni; il secondo, guidato dal Gine, nel primo pomeriggio; il terzo, con a capo Alemao (in arrivo da Lucca!) ci avrebbe raggiunto solo nella tarda serata.
Naturalmente l’imprevisto era alle porte: il Moro aveva deciso di tenere ancora aperto il conto con i carrozzieri della Lombardia (dopo un paletto stradale, questa volta ci si era messa una bicicletta a fargli danno), così, invece di partire al mattino con Gio e portierino, si era aggiunto al gruppo del pomeriggio, togliendo spazio vitale all’abitacolo e al bagagliaio della Focus del Gine, già piena dei bagagli di Giamma e Gizzu.
Senza contare il silenzio del Moro per tutto il viaggio, intervallato solo dal suono dei tasti del suo telefonino, visto che è stato impegnato per tutto il tempo a inviare messaggi alla sua bella. Sicuramente di compagnia…
Un po’ stretti, ma la voglia di partire prevaleva sulla “scomodità”, ci siamo ritrovati al Belfa pronti al viaggio alle 15. Dopo la classica mezz’ora accademica del Gine – impegnato con le ultime scuse alla morosa…- siamo partiti da Lodi alle 15 e 30.
Il cielo si presentava particolarmente scuro, ma nel nostro viaggio siamo riusciti a schivare le nuvole che promettevano pioggia; sembrava che la strada deviasse appositamente per non farci finire nella perturbazione!
Ed eccoci al semaforo di Romanengo, di cui parlavo ad inizio racconto. Guardando gli orologi ci accorgemmo che per percorrere i primi 30 chilometri di viaggio ci mettemmo l’invidiabile tempo di 40 minuti…. E ne mancavano ancora 300 di chilometri all’arrivo!
Niente è perduto, ci siamo detti, tempo ne abbiamo.
Così superiamo il famigerato semaforo e proseguiamo sulla nostra strada, mentre Gio, già arrivato a destinazione, provvedeva a fornirci un dettagliato resoconto di quello che c’era e succedeva a Bibione ogni mezz’ora circa, facendo felice la Telecom e il cellulare del Gizzu che nel frattempo si ricaricava!
Ogni tanto la perturbazione che tentavamo di evitare faceva capolino: tra Verona e Venezia qualche goccia di pioggia aveva bagnato il finestrino, ma nonostante ciò il morale era alto, eravamo troppo convinti di trovare bel tempo all’arrivo, non poteva fare brutto durante la nostra vacanza! Le stesse previsioni ci erano favorevoli (a tal proposito, se qualcuno che legge conosce l’indirizzo degli albergatori che volevano denunciare i metereologi, ce lo comunichi, vogliamo unirci nella protesta…).
La barriera di Venezia! La famigerata tangenziale che tocca la città lagunare era nei miei incubi fin da militare, quando dovevo attraversarla durante i rientri in licenza da Udine. Non era molto cambiata da allora, pur essendo passati 10 anni: appena passato il casello ci siamo ritrovati in coda, che avremmo fatto per circa 40 minuti.
L’orario di arrivo sembrava sempre più lontano: dalle previste 19, giungemmo a Bibione solo alle 20.
Appena arrivati, dopo le macchinose spiegazioni del Gio per raggiungere il punto del check-in delle squadre, arrivammo al Villaggio Internazionale. Una rapida presentazione agli addetti, il ritiro delle chiavi dei due appartamenti che ci avrebbero ospitato e delle magliette della manifestazione (a proposito: avevano gli stessi colori di quelle della Castiglionese! Brutto segno?) ed eccoci alla palazzina che ci avrebbe ospitato per il weekend.
I primi inconvenienti tecnici: frigorifero spento (dove mettere la birra fatta comprare da Gio?), ma soprattutto boiler spento, niente doccia calda! Nonostante questo Gio e portierino decidono di fare gli eroi, e tra urla disumane dovute alla temperatura glaciale, portano a termine la prima esperienza forte del torneo.
Dopo la presa di possesso delle nostre dimore il secondo punto fondamentale da affrontare era… mangiare!
Una cosa non ci aspettavamo: probabilmente anche a causa del tempo, non dei migliori, Bibione, in questo periodo dell’anno è ben lontana dalla cittadina piena di negozi, luci e persone che alcuni avevano conosciuto d’estate.
Pochi locali aperti, ci dirigiamo verso una pizzeria sulla piazza principale, proprio in vista dei campi da gioco. Pizza veloce, poca altra gente nel locale, per lo più componenti di altre squadre che parteciperanno al torneo. Proprio mentre stiamo entrando al locale ecco una macchina che fa i lampeggianti: sono arrivati anche Alemao e Poio, la squadra è al completo!
Ma con loro arriva anche la perturbazione che eravamo riusciti a schivare per tutto il viaggio. Piove, governo ladro!
Per adesso, però, è più importante riempire il buco nello stomaco, poi si penserà anche alla pioggia.
Prima nota positiva. Al termine della cena chiediamo informazioni per qualche locale interessante e facciamo la conoscenza con Katia, che subito eleggiamo nostra portafortuna e cameriera ufficiale!
Il proseguo della serata per alcuni è alla ricerca di un locale decente dove fare le ore piccole, per altri recuperare qualche ora di sonno: Gio e Gizzu non hanno più l’età per le ore piccole, Gine odia ballare, così questi tre si ritirano nelle loro stanze, mentre gli altri componenti della squadra fanno un giro nella vicina Lignano Sabbiadoro, dove sperano di trovare un po’ di vita.
 
Sabato 8 maggio
Come dice il detto? “alla sera leoni e alla mattina…”. E’ più o meno quello che capita alla squadra. La prima partita del torneo avrà inizio alle dieci, ma alle 8 e 30, orario decente di sveglia per arrivare… svegli, appunto, all’incontro, solo Gizzu e Gine sono in piedi e pronti a fare colazione. Il resto della squadra è gentilmente svegliato con urla da piantone da caserma dal Gizzu.
Il calendario del torneo è diverso da come ce lo aspettavamo. Si gioca sia sabato che domenica. Al sabato si giocheranno tre partite (o quattro, a seconda del girone di appartenenza), al termine delle quali verrà stilata una classifica generale in base a gol fatti/gol subiti; alla domenica si giocheranno gli scontri diretti: tutte le squadre sono inserite in una griglia, quelle con un quoziente reti migliori giocheranno ad orari migliori rispetto a quelle più indietro in classifica. L’altro aspetto curioso del torneo è che si dà una mano ad organizzare, arbitrando la partita che precede quella della propria squadra. Vi lasciamo immaginare proteste, insulti e polemiche, visto il livello indecente degli arbitri.  Fortunatamente non si arbitrano squadre dello stesso “girone”!
All’arrivo ai campi di gioco la prima sorpresa. Il campo sul quale giocheremo è un acquitrinio! La pioggia della sera prima ha creato delle grandi pozzanghere, si gioca praticamente nel fango. Se da un lato questo fa piacere (“voglio torna’ bambino!”, come dice Cirilli), dall’altro nessuno di noi ha le “attrezzature” giuste nella borsa da viaggio: visto che ci aspettavamo il sole, praticamente nessuno ha portato molte cose per il cambio abiti, oltre tutto l’organizzazione stessa forniva le maglie di gioco, non abbiamo pensato a portare una muta di maglie per l’emergenza, ma soprattutto altri calzettoni asciutti e altre magliette della salute. Supplichiamo gli organizzatori e riusciamo a spostarci in un campo leggermente migliore; ma il campo impraticabile, nel proseguo della giornata ci sarà di aiuto. Ci accorgiamo, infatti, che le altre squadre sono troppo serie: divise da gioco fantastiche portate da casa, sotto maglie griffate e con il nome della squadra, alcuni addirittura con giacca a vento societaria! Molte squadre sono semi-professionistiche!
Nella prima partita incontriamo una squadra veneta. Chiacchierando con loro nel pre-partita scopriamo che hanno giocato nel campionato nazionale di serie B, anche se sono retrocessi… Cominciamo bene!
Il campo, come accennato prima, ci è di aiuto. E’ molto pesante e di dimensioni inferiori ad un campo regolare, inoltre gli arbitri non fischiano tutto quello che dovrebbero fischiare: al termine della partita usciamo vincitori per 4-3! Mossa tattica azzeccata schierare Gizzu da pivot, con la sua mole non ha nessuna difficoltà a giocare nel fango! Inoltre da ricordare il gol di Gio, che fa il suo esordio con noi del Sanlo: il mago sigla il gol della vittoria con una potente conclusione al volo, come quella di Zidane nella finale della Champions di Parigi.
Usciamo dal campo stremati! Si corre tutti a casa a riposare e a fare una doccia per levarci di dosso, almeno in parte, la sabbia.
Partita successiva alle 16, il nostro girone è infatti composto da sole 4 squadre.
A fregarci è però il pranzo. Il nostro relax finisce intorno alle 13 e 30, il pranzo è alle 14 inoltrate, non è un comportamento proprio da professionisti, o comunque da atleti!
Scendiamo in campo solo alle 17, ma il cibo ingerito si fa sentire, soprattutto da chi ha avuto il coraggio di mangiare le lasagne – ogni riferimento al Moro è assolutamente voluto!
I campi sono più asciutti, la squadra che dobbiamo incontrare abbastanza forte: usciamo sconfitti per 3-4. Gli organizzatori del torneo vogliono accelerare i tempi, visto anche che le partite del nostro girone sono quelle con il ritardo maggiore. Venti minuti dopo la seconda partita siamo di nuovo in campo contro i nostri ultimi avversari. Questa volta giochiamo su un campo accettabile: il livello dell’altra squadra è simile al nostro, solo che le misure del campo di gioco sono simili a quelle della nostra palestrina al liceo Gandini, siamo avvantaggiati anche sotto questo aspetto. Arriva così la vittoria per 5-3, che migliora anche la nostra differenza reti e di conseguenza il quoziente reti.
Arriviamo agli appartamenti devastati! Non siamo fisicamente pronti per giocare tutte quegli incontri, seppur brevi, in un giorno. Il Poio senior, addirittura, decide di schierarsi sul letto invece che in campo nell’ultima partita!
Così tra le docce, fondamentali per liberarsi dalla terra che è dappertutto, e il riposino che alcuni si concedono, usciamo dagli appartamenti per la cena che sono ormai le 22. Impossibile andare a cenare al Villaggio Internazionale che proponeva il menù pizza + pasta a 10 euro, troppo tardi; decidiamo così di andare a cenare a “La botte”, mitico locale in Lignano Sabbiadoro che Gio e Gizzu conoscono. Prerogativa principale del ristorante è che si mangia tanto e si spende poco, ancora una volta i nostri eroi se ne infischiano della cena da atleti e si strafogano in cibo e vino fino alla una di notte. Non contenti, alcuni decidono di vivere fino in fondo la vacanza e di concluderla in discoteca, mentre i soliti noti decidono di rifugiarsi nel tepore delle coperte, “cotti” dalle partite giocate e dalla mangiata!
 
Domenica 9 maggio
Atto finale del torneo. I nostri eroi hanno scoperto che sono finiti al 51° posto della classifica generale e si ritrovano a giocare nel secondo turno delle eliminatorie, che si gioca alle 10 del mattino. Tranne il solito volontario (Gizzu) che deve arbitrare la sfida che sancirà la squadra che incontreremo, la squadra arriva al campo con molta calma alle 9 e 45, ma dopo aver fatto in fretta e furia i bagagli perché entro le 10 devono essere riconsegnate le chiavi degli appartamenti al Villaggio. Finalmente il tempo assomiglia alla primavera avanzata e un pallido sole illumina i campi da gioco sulla spiaggia di Bibione. Solo un vento fresco infastidisce un po’, mentre le nubi si rincorrono nel cielo, togliendo luce ogni tanto. Una situazione ideale per giocare, anche perché i campi da gioco sono finalmente asciutti… quasi tutti, a dire il vero: naturalmente il campo designato per la nostra sfida è nettamente il peggiore, così ancora una volta riusciamo a convincere gli organizzatori a trasferirci su un campo migliore.
Questa volta la sfida è ad eliminazione diretta, ci giochiamo in quindici minuti la permanenza nel torneo. I nostri avversari sono più o meno al nostro livello, con qualche individualità interessante in avanti.
Il problema è però la nostra mentalità e la nostra tenuta fisica. La serata precedente – le ore piccole e la cena, con in particolare le incredibili salsicce all’aglio che ci hanno accompagnato per tutta la notte.. nei nostri incubi – pesa moltissimo; inoltre eravamo arrivati con l’idea che si sarebbe giocato solo al sabato, e che la domenica ce la saremmo goduta come una vera e propria vacanza. Così scendiamo in campo abbastanza distratti e ne usciamo battuti: 0-3 netto per i nostri avversari, nessuna recriminazione, solo il dispiacere di aver preso sottogamba l’impegno.
 
Ma non ci sono che lati positivi da sottolineare della nostra esperienza al torneo “Bibione calcio a 5”.
Voleva essere la degna chiusura di un bell’anno passato insieme, di un campionato affrontato bene e con la grande voglia di rincorrere il quarto posto, sfumato solo all’ultima giornata. Questo era l’unico modo per passare in compagnia due/tre giorni, con spirito goliardico e contenti della reciproca compagnia. Direi che è stato così, il divertimento ha sicuramente prevalso sulla delusione per l’eliminazione dal torneo, del resto durata lo spazio di pochi minuti.
Il rompete le righe è avvenuto poco dopo le docce, fatte al Villaggio Internazionale: chi doveva vedere il suo amore, dal quale era lontano da troppo tempo, è partito subito prima di mezzogiorno; altri che dovevano in serata tornare sul lontano posto di lavoro sono partiti verso le 13; infine, gli ultimi nostalgici, quelli che si volevano godere ancora per un po’ l’aria di mare e dare un’occhiata alle altre partite della fase finale, è riuscito a trattenersi fino alle 15.
Il viaggio di ritorno è volato, è sempre così quando si sta tornando a casa. Ma negli occhi rimanevano vive le immagini dell’esperienza avuta, soprattutto del mare che a Lodi vediamo troppo poco!
Ecco il semaforo di Romanengo. E’ finita l’avventura, si ritorna a Lodi.
Il prossimo anno ripeteremo ancora l’esperienza, sperando di essere al completo e di affrontare con spirito più competitivo la manifestazione, sia quella a tavola, dove non avremmo rivali, che quella sul campo da gioco!
Forza Sanlo!

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